Allenamento su un campo in terra rossa tra il verde delle colline, simbolo del ritorno del tennis maschile internazionale a Firenze.
Il tennis maschile internazionale tornerà a Firenze dal 18 al 25 ottobre 2026, quando il Match Ball Firenze Country Club di Bagno a Ripoli ospiterà un Challenger 50 sulla terra battuta, riportando in città un appuntamento professionistico dopo quattro anni di assenza e con l’obiettivo dichiarato di costruire una presenza stabile nel calendario.
Firenze ritrova il tennis maschile con un Challenger 50
Il torneo si giocherà tra le colline di Bagno a Ripoli, sui campi in rosso del Match Ball Firenze Country Club, circolo che negli anni ha legato il proprio nome all’attività agonistica e all’organizzazione di eventi di livello nazionale. Il ritorno arriva dopo l’esperienza del 2022, quando Firenze ospitò un Atp 250 ottenendo la licenza al posto dei tornei cinesi, ancora fermi per gli effetti della pandemia da Covid-19.
Questa volta il palcoscenico sarà quello del circuito Challenger, con 50 punti Atp assegnati al vincitore e un montepremi da 56.700 euro. Il tabellone di singolare prevede 32 giocatori, mentre il doppio sarà riservato a 16 coppie. Non un evento isolato, nelle intenzioni degli organizzatori. “L’obiettivo è iniziare un progetto a lungo termine, che restituisca un appuntamento fisso alla città di Firenze”, ha spiegato Giorgio Tarantola, ex arbitro internazionale e direttore del torneo.
La scelta della terra rossa nel finale di stagione
La collocazione in calendario, dal 18 al 25 ottobre, incrocia le settimane europee dedicate in gran parte al cemento indoor. Proprio per questo, secondo gli organizzatori, il torneo fiorentino potrebbe diventare una tappa utile per quei giocatori più a loro agio sulla terra battuta, ancora alla ricerca di punti nella parte finale della stagione.
“Dal punto di vista tecnico, il nostro torneo si giocherà nella parte finale della stagione sulla terra”, ha spiegato Tarantola, aggiungendo che l’auspicio è quello di intercettare “tutti quegli ottimi giocatori che proveranno a sfruttare fino all’ultimo i tornei europei sul rosso”. Una finestra non semplice, certo. Ma anche una possibilità concreta, perché quello di Firenze sarà l’ultimo Challenger in calendario in Italia nel 2026.
La macchina organizzativa si è mossa con tempi stretti. Il Match Ball Firenze, però, ha dato subito disponibilità, forte di una struttura già abituata a convivere con l’attività agonistica quotidiana. “Il tempo a disposizione non è molto, ma siamo abituati a buttare il cuore oltre l’ostacolo”, ha detto la direttrice Chiara Casamonti. Poi ha aggiunto: “Il nostro club vanta una tradizione agonistica importante e ha già collaborato all’organizzazione di tornei di alto livello”.
Il progetto del Match Ball: crescere anno dopo anno
L’idea, nelle parole della direttrice, è quella di non limitarsi a riportare per una settimana il grande tennis a Firenze, ma di avviare un percorso capace di consolidarsi. “Vogliamo iniziare a costruire una tradizione, investendo su una manifestazione che possa negli anni diventare un punto fermo del calendario, crescendo costantemente”, ha spiegato Casamonti.
Il contesto, del resto, aiuta. Il circolo si trova in una zona verde, a pochi chilometri dal centro di Firenze, e può contare su un pubblico che negli ultimi anni ha risposto con interesse agli eventi tennistici ospitati in città. Nel 2022, al Palazzo Wanny, l’Atp 250 portò in campo diversi giocatori compresi tra i primi cinquanta del mondo, tra cui Matteo Berrettini, allora numero due azzurro.
Quel torneo fu vinto da Felix Auger-Aliassime, capace di superare anche Lorenzo Musetti in semifinale prima di conquistare il titolo. Fu una parentesi breve, legata a una licenza temporanea, ma lasciò il segno. Ora il ritorno avviene su un terreno diverso, il rosso, più vicino alla memoria tennistica fiorentina. E con un passo più prudente: partire dal Challenger 50, poi capire come crescere.
Da Nastase a Panatta, il filo lungo tra Firenze e il tennis
Il rapporto tra Firenze e il tennis affonda le radici negli anni Settanta. Il primo torneo del circuito maggiore nel capoluogo toscano si disputò nel 1973, sui campi in terra rossa del Circolo del Tennis Firenze, al Parco delle Cascine. A vincere fu Ilie Nastase, che in finale batté Adriano Panatta.
Negli anni successivi passarono da Firenze molti nomi di primo piano. Panatta vinse due volte il singolare e cinque volte il doppio: una con Corrado Barazzutti e quattro con Paolo Bertolucci. Proprio Bertolucci conquistò il titolo di singolare per tre edizioni consecutive, dal 1975 al 1977, confermando il peso della scuola italiana su quei campi.
Più avanti arrivò anche il dominio di Thomas Muster, numero uno del mondo e vincitore a Firenze per tre anni di fila, dal 1991 al 1993. Nel 1992 l’austriaco superò in finale Renzo Furlan, ultimo italiano arrivato all’atto conclusivo del torneo nel circuito maggiore. L’ultima edizione di quel periodo si giocò nel 1994.
L’ultimo campione italiano in singolare a Firenze resta invece Massimiliano Narducci, vincitore nel 1988 in un derby contro Claudio Panatta. Dal 18 ottobre 2026, pur nel perimetro del circuito Challenger, la città ritroverà la sua terra rossa e un torneo maschile internazionale. Un primo passo, nelle intenzioni del club, per tornare a essere una tappa riconoscibile del tennis italiano.
