Pallone e documenti a bordo campo in un centro sportivo: simbolo del clima teso tra club e agente nel caso Esposito.
Il caso Sebastiano Esposito è esploso oggi, 6 agosto 2026, a Cagliari, dove il club rossoblù e l’agente dell’attaccante, Mario Giuffredi, si sono scambiati accuse dure dopo l’assenza del giocatore alla ripresa degli allenamenti, giustificata con un certificato medico contestato dalla società in piena fase di calciomercato.
Cagliari-Esposito, lo strappo dopo l’assenza agli allenamenti
La vicenda, già tesa da giorni, ha preso una piega più aspra dopo le parole del direttore generale del Cagliari, Stefano Melis, intervenuto a Radiolina per chiarire la posizione del club. Al centro c’è la mancata presenza di Sebastiano Esposito alla ripresa del lavoro con la squadra, dopo che l’attaccante aveva lasciato il ritiro nella notte e inviato alla società un certificato medico.
Melis non ha nascosto irritazione. “Questo è uno di quei casi che non dà una bella immagine al mondo del calcio e che fa disinnamorare i tifosi e gli appassionati”, ha detto il dirigente rossoblù, scegliendo parole nette e poco concilianti. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è al comportamento del giocatore e alla gestione del suo entourage, in un momento in cui il Cagliari sta lavorando anche sulle uscite di mercato.
Secondo la ricostruzione fornita dal club, la società si era seduta al tavolo con l’agente “in tempi non sospetti”, nonostante un contratto fino al 2030 firmato appena un anno fa. La settimana scorsa, ha spiegato Melis, era stata formalizzata una proposta di adeguamento economico “importante”, tale da rendere Esposito “uno dei calciatori più pagati della rosa”. Poi, però, il dialogo si è interrotto. Male.
Melis attacca: “Sorpresi e delusi, tentativo di estorsione”
Il passaggio più duro dell’intervento di Stefano Melis riguarda proprio la trattativa per il rinnovo e l’adeguamento dell’ingaggio. Il dg del Cagliari ha parlato di “liberalità” da parte della società, sostenendo che il club avesse deciso di andare incontro al giocatore pur in presenza di un accordo lungo e già definito. “Alla fine ci siamo ritrovati davanti a qualcosa di più simile a un tentativo di estorsione”, ha aggiunto.
Una frase pesante, destinata a lasciare il segno nei rapporti tra le parti. Melis ha poi attribuito la scelta di Sebastiano Esposito all’influenza del suo agente, definendo il ragazzo “sicuramente mal consigliato”. Il dirigente ha insistito anche sul danno interno provocato dall’assenza: “Ha lasciato il ritiro nella notte, mancando di rispetto al gruppo, al mister, allo staff e ai tifosi rossoblù”.
La società, dunque, non legge l’episodio come un semplice incidente di percorso. In casa Cagliari il tema viene considerato anche sotto il profilo disciplinare e di spogliatoio, perché l’uscita dal ritiro e la successiva mancata presenza agli allenamenti sono arrivate mentre la squadra stava impostando il lavoro estivo. In quel momento, per il club, servivano presenza e chiarezza. È arrivato altro.
Il certificato medico e il futuro sul mercato
Un altro punto di scontro è il certificato medico inviato da Esposito al club. Melis ha raccontato che il Cagliari si aspettava comunque il giocatore alla ripresa degli allenamenti, ma al suo posto è arrivata la documentazione sanitaria. “Dal contenuto quantomeno imbarazzante”, ha detto il direttore generale, senza entrare nei dettagli clinici.
Il dirigente ha poi aperto, con toni netti, alla possibile cessione. “Il giocatore è sicuramente sul mercato”, ha spiegato Melis, precisando però che il Cagliari valuterà solo offerte considerate adeguate al valore tecnico dell’attaccante. Non una svendita, insomma, né una soluzione forzata alle condizioni dell’entourage.
La posizione del club è legata anche alla richiesta economica attribuita al calciatore. Secondo Melis, Esposito avrebbe chiesto un ingaggio “vicino al doppio di quello attuale”, una cifra che per la società deve riflettersi anche sul prezzo del cartellino in caso di trasferimento. Il messaggio è chiaro: il giocatore può partire, ma solo davanti a una proposta ritenuta congrua.
Giuffredi replica: “Melis si vergogni, presenterò denuncia”
La risposta di Mario Giuffredi, agente di Sebastiano Esposito, è arrivata a stretto giro attraverso TuttoCagliari. Il procuratore ha contestato soprattutto l’uso del termine “estorsione”, chiedendo un intervento del presidente rossoblù. “Melis dovrebbe vergognarsi di aver usato quella parola. Giulini dovrebbe prendere provvedimenti nei confronti del suo dirigente”, ha dichiarato.
Giuffredi ha poi fornito la sua versione sulla trattativa e sui rapporti interni al club. Secondo l’agente, lo stesso presidente Tommaso Giulini lo avrebbe chiamato prima di trattare, chiedendogli di “fare finta di rinnovare il contratto del ragazzo” senza dire nulla ad altri dirigenti, indicati dal procuratore in Catte e Accardi, rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo del Cagliari. Una ricostruzione che, al momento, resta affidata alle sue parole.
Sul certificato medico, Giuffredi ha difeso il calciatore e ha spiegato che a Esposito sarebbero stati prescritti dieci giorni di stop “a causa dello stress”, dopo una visita con uno psicologo. “Come si può sostenere che il certificato sia imbarazzante? Il signor Melis non è un medico”, ha aggiunto l’agente, annunciando l’intenzione di presentare denuncia nei confronti del dirigente rossoblù. Con il calciomercato ancora aperto per meno di un mese, la frattura tra le parti appare profonda. E la soluzione, per ora, non è vicina.
