Una famiglia segue in salotto una partita di tennis in TV, simbolo dello Slam visibile in chiaro e accessibile a tutti.
La Fitp trasmette anche nel 2026 gli Us Open in chiaro su SuperTennis, dal torneo di New York al via a fine agosto a Flushing Meadows, grazie a una strategia sui diritti tv costruita negli ultimi anni per allargare il pubblico del tennis e rendere l’unico Slam non criptato accessibile senza abbonamento.
SuperTennis e gli Us Open gratis in tv
Dal 2023 gli Us Open sono visibili gratuitamente su SuperTennis, canale 64 del digitale terrestre e 212 sul satellite, con il torneo disponibile anche in simulcast su Sky. È un caso unico nel panorama dei Major: Australian Open, Roland Garros e Wimbledon restano infatti legati a piattaforme a pagamento, mentre lo Slam americano è tornato in chiaro in Italia dopo 25 anni, dall’ultima esperienza del Roland Garros 1998 sulla Rai.
La scelta si inserisce nella linea spesso rivendicata dal presidente federale Angelo Binaghi, che usa una formula semplice, quasi da bar dello sport: “togliere ai ricchi per dare ai poveri”. Tradotto: usare le risorse generate dagli eventi di vertice, dagli Internazionali d’Italia alle Atp Finals, per abbassare le barriere d’accesso alla pratica e alla visione del tennis. In mezzo c’è SuperTennis, nato nel 2008 come finestra in chiaro per uno sport che allora viveva soprattutto dietro il filtro delle pay tv.
Il blitz sui diritti dopo l’era Eurosport
Per capire come la Federazione italiana tennis e padel sia arrivata al colpo bisogna tornare alla scadenza del contratto che aveva legato gli Us Open a Eurosport dal 2005 al 2022. La Usta, la Federazione statunitense, decise allora di spacchettare i diritti televisivi, fino a quel momento venduti in blocco in Europa. Warner Bros. Discovery riuscì a mantenere il pacchetto per 45 Paesi europei, ma nei mercati principali — Italia, Regno Unito, Germania, Francia e Spagna — si aprirono trattative separate.
In Italia il gruppo proprietario di Eurosport presentò una prima offerta, ma secondo le ricostruzioni di settore l’agenzia Img, intermediaria dell’operazione, chiese un rilancio. Quel rilancio non arrivò, anche per il peso del fuso orario: molte partite decisive a New York si giocano nella notte italiana, una fascia meno appetibile per gli ascolti tradizionali. Solo allora entrò in scena la Fitp, con una proposta che a regime raggiungeva circa 3 milioni di dollari l’anno per il periodo 2023-2027, una valutazione superiore del 40-50% rispetto al precedente pacchetto paneuropeo.
L’operazione cambiò la scala di Sportcast, la società editrice di SuperTennis, controllata al 100% dalla Federazione e presieduta da Giancarlo Baccini. Prima del salto sugli Us Open, il budget per le licenze dei tornei si aggirava attorno ai 2,5-3 milioni di euro annui; con lo Slam americano, quasi raddoppiò. Non fu una scommessa isolata, ma un pezzo di una costruzione più ampia: Atp 500, Atp 250, circuito femminile, una selezione di incontri in differita da Wimbledon, Masters 1000 e Atp Finals, anche grazie alla collaborazione con Sky.
Ascolti, ricavi e il peso dell’effetto Sinner
I numeri hanno dato forza alla scelta. La Fitp investe oggi oltre 10 milioni di euro l’anno su SuperTennis, mentre nel 2025 il canale ha registrato 15,7 milioni di ricavi, due milioni in più rispetto all’anno precedente, e 323 mila euro di utile. Il palinsesto ha superato le 2.530 ore di diretta, con un ascolto medio giornaliero di 28 mila spettatori, in crescita del 69% sul 2024.
Il picco è arrivato con la finale degli Us Open tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, seguita su SuperTennis da 2,4 milioni di spettatori medi e con uno share del 15,5%. Una serata da grandi reti generaliste, migliore — in quella fascia — di Rai 1 e Canale 5. Negli uffici della Federazione, raccontano fonti vicine al dossier, quel dato è stato letto come la prova che il tennis “può stare in chiaro senza perdere valore”. Anzi, può guadagnarne.
Non è solo una questione di audience. La raccolta pubblicitaria è stata affidata a Digitalia ’08, con un accordo che, secondo quanto emerso, raddoppia l’incasso precedente. E intanto il canale federale ha allargato il perimetro: oltre agli Us Open, copre il circuito Challenger e si è assicurato in esclusiva fino al 2028 anche Coppa Davis e Billie Jean King Cup. Un mosaico costruito con pazienza, a volte con trattative poco visibili. Ma decisive.
Dal canale tv alla piattaforma SuperTennis+
L’edizione 2026 degli Us Open è partita con la Fan Week, la settimana che precede il tabellone principale, tra qualificazioni e doppio misto. La programmazione quotidiana comincia alle 13.30, con studio, interviste, approfondimenti e dirette dai campi di Flushing Meadows. Accanto al canale televisivo, l’offerta passa da SuperTennis+, piattaforma streaming che permette di seguire fino a quattro campi in contemporanea.
Il nuovo passaggio è proprio qui: SuperTennis non è più soltanto una rete, ma un ambiente digitale con feed principale, contenuti on demand, news e palinsesto aggiornato. Il modello è freemium, mentre i contenuti premium saranno disponibili gratuitamente per i tesserati Fitp, come già avveniva con SuperTenniX. In pratica, la Federazione si è costruita una media company interna.
Il contratto con la Usta è stato intanto rinnovato fino al 2030, con una cifra stimata tra 5 e 6 milioni di dollari l’anno. “Non si tratta solo di un accordo commerciale, ma di un vero investimento culturale e sportivo”, ha spiegato Binaghi, rivendicando per la Fitp “un ruolo di servizio pubblico”. Parole da dirigente, certo. Ma dietro c’è una scelta concreta: portare uno Slam nelle case degli italiani senza chiedere un abbonamento.
