Un difensore arriva al centro sportivo per il primo allenamento, simbolo dell’inizio della nuova avventura in Serie A.
Josip Sutalo, nuovo difensore centrale della Lazio, ha parlato oggi ai microfoni ufficiali del club a Roma, nei primi giorni della sua avventura biancoceleste, spiegando la scelta di trasferirsi in Serie A per misurarsi con un campionato più fisico, tattico e competitivo.
Sutalo si presenta alla Lazio: “Felice e orgoglioso”
C’è il tono di chi vuole entrare in punta di piedi, ma anche la convinzione di aver scelto il momento giusto. Josip Sutalo, arrivato alla Lazio dopo l’esperienza all’Ajax, ha affidato le sue prime parole ai canali ufficiali del club, raccontando l’impatto con l’ambiente biancoceleste e con il centro sportivo, dove in questi giorni ha iniziato a conoscere compagni, staff e metodi di lavoro.
“Sono davvero felice e orgoglioso di far parte di questo club”, ha detto il difensore croato, sottolineando il peso della scelta. La Lazio, ha aggiunto, è “una grande società, con una storia importante”, e l’accoglienza ricevuta — dai giocatori allo staff — gli ha permesso di inserirsi con più naturalezza. Pochi giorni, certo. Ma già utili per capire ritmo, richieste, aspettative.
Il centrale ha parlato senza frasi di circostanza troppo costruite, insistendo su un punto: l’aiuto ricevuto nel gruppo. “Tutti mi hanno accolto bene, aiutandomi in questi primi giorni”, ha spiegato Sutalo, che ora dovrà guadagnarsi spazio in una squadra chiamata ad alzare il livello difensivo e a trovare continuità. In quel reparto, ogni dettaglio pesa.
Il salto in Serie A e il modello Sergio Ramos
Per Sutalo, il passaggio alla Serie A rappresenta un cambio di passo netto. Lo ha ammesso lui stesso, parlando di un campionato “più aggressivo e più impegnativo dal punto di vista tattico e fisico”. Una definizione semplice, ma centrata: in Italia, soprattutto per un difensore centrale, le letture preventive, le marcature e la gestione dei duelli contano quanto la velocità o la forza.
Il croato vede questa tappa come un’occasione per crescere. “Questo sicuramente mi aiuterà a migliorare alcuni aspetti del mio gioco”, ha spiegato, lasciando intendere che la scelta della Lazio non è soltanto tecnica, ma anche formativa. Serve tempo, e servirà adattamento: nuove distanze, nuovi avversari, un’altra pressione. Solo allora si capirà davvero il suo impatto.
Sul tema dei riferimenti personali, Sutalo ha citato un nome pesante: Sergio Ramos. “In passato lo seguivo”, ha confidato, precisando però di non ispirarsi oggi a un giocatore in particolare. Una distinzione non banale. Guardare, imparare, prendere spunti; senza copiare. Per un difensore moderno, abituato a costruire dal basso e a difendere in campo aperto, può fare la differenza.
Il Mondiale, Taylor e il legame con gli allenatori italiani
Nel percorso di Josip Sutalo c’è anche l’esperienza con la Croazia al Mondiale, una vetrina che per un calciatore resta un passaggio forte, anche a distanza di tempo. “È la competizione più importante, giocarla regala una sensazione speciale”, ha raccontato il difensore, ricordando il livello degli avversari e la qualità dei compagni. A certi ritmi, ha spiegato, “capisci quanto contano i dettagli”.
La sua nuova avventura alla Lazio riparte anche da un volto conosciuto: Taylor, compagno già incontrato nel percorso precedente. “Sono felice di giocare di nuovo con lui. È un buon calciatore e una persona fantastica”, ha detto Sutalo, aggiungendo che proprio Taylor lo ha aiutato nei primi giorni romani. Piccole cose: una parola nello spogliatoio, un’indicazione in allenamento, un consiglio pratico.
Poi il passaggio sugli allenatori italiani. Dopo Francesco Farioli, con cui ha lavorato all’Ajax, il croato ritrova un tecnico italiano in Gennaro Gattuso. “A quanto pare era destino incontrare allenatori italiani”, ha ammesso con un sorriso nelle parole. Su Gattuso, però, il giudizio resta quello dei primi contatti: “Questo è il primo incontro con lui, non vedo l’ora di affrontare insieme le prossime sfide”.
Il numero 37 e il messaggio ai tifosi biancocelesti
Tra i dettagli della presentazione c’è anche la scelta del numero di maglia. Sutalo vestirà il 37, una cifra che lo accompagna dall’inizio della carriera professionistica. “È il primo numero che ho ricevuto quando ho firmato un contratto con la Dinamo”, ha spiegato il difensore, ricordando poi di averlo portato anche all’Ajax. Ora lo farà alla Lazio.
Non è solo una preferenza, dunque, ma un filo personale che attraversa le tappe principali della sua crescita. La Dinamo Zagabria, il passaggio in Olanda, adesso Roma e la Serie A: per un centrale di 26 anni, l’arrivo in biancoceleste può diventare un banco di prova importante, tra ambizioni europee, concorrenza interna e un calendario che non concede molte pause.
Ai tifosi della Lazio, Josip Sutalo ha lasciato un messaggio essenziale. “Garantisco che darò sempre il massimo”, ha detto. Poche parole, quelle che spesso contano di più all’inizio. Il resto, per un difensore, dovrà arrivare sul campo: nei contrasti, nelle letture, nelle serate complicate dell’Olimpico. E lì, più che le promesse, parleranno le prestazioni.
