Un giovane talento arriva a Genova con i bagagli, immagine simbolo di un nuovo inizio nel calcio italiano.
Robinho jr, attaccante brasiliano di 18 anni con passaporto italiano, arriverà a Genova nei prossimi giorni per unirsi al Genoa, che lo ha preso dal Santos in prestito con diritto di riscatto, in un’operazione pensata per il futuro ma già carica di attenzione per il cognome, il talento e la recente lite con Neymar.
Robinho jr al Genoa: prestito dal Santos e diritto di riscatto
Il Genoa ha chiuso l’arrivo di Robinho jr dal Santos con la formula del prestito con diritto di riscatto, fissato — secondo quanto filtra dagli ambienti di mercato — tra i 7 e gli 8 milioni di euro. Il ragazzo è atteso in città a breve, poi visite, firma e primo contatto con il centro sportivo rossoblù. Una tappa nuova, lontana dal Brasile.
Il club considera l’operazione un investimento di prospettiva. Robinho jr, classe 2007, sarà inserito almeno all’inizio nella Primavera del Genoa, guidata da Mimmo Criscito, ma l’idea è seguirne da vicino la crescita anche in funzione della prima squadra di Daniele De Rossi. Non un passaggio solo formale: a Pegli, negli ultimi anni, il confine tra settore giovanile e gruppo dei grandi è stato spesso attraversato.
C’è poi il tema del doppio passaporto brasiliano-italiano, dettaglio non secondario. Sul piano sportivo lo rende tesserabile con meno vincoli e, in prospettiva, anche eleggibile per l’Italia, se dovessero maturare le condizioni regolamentari e tecniche. Al momento, però, non risultano convocazioni né comunicazioni ufficiali della Figc: si tratta di uno scenario possibile, non di una scelta già definita.
La lite con Neymar durante un allenamento del Santos
Il nome di Robinho jr è finito sulle cronache brasiliane anche per un episodio avvenuto a inizio maggio durante un allenamento del Santos. Secondo alcune ricostruzioni riportate dalla stampa locale, il giovane attaccante sarebbe stato sgambettato e poi insultato da Neymar dopo un dribbling giudicato irrispettoso. Una giocata, una reazione, poi il clima che si scalda.
La vicenda avrebbe spinto l’entourage del ragazzo a lamentare la mancanza di condizioni adeguate per lavorare nel gruppo. In quelle ore, sempre secondo le ricostruzioni circolate in Brasile, sarebbe stata anche prospettata la possibilità di una rottura del contratto se non fosse arrivito un chiarimento in tempi rapidi. Poi il caso è rientrato.
Neymar, rientrato al Santos dopo gli anni in Europa e in Arabia, avrebbe fatto un passo indietro con il compagno più giovane. Scuse accettate, tensione abbassata. Ma l’episodio ha confermato quanto il percorso di Robinho jr sia esposto: non è soltanto un ragazzo delle giovanili, porta un cognome pesante e vive ogni gesto sotto una lente più grande del normale.
Un talento con numeri già importanti e un cognome ingombrante
Robinho jr compirà 19 anni il 17 dicembre e arriva in Italia con un profilo tecnico che il Genoa seguiva da tempo. Attaccante rapido, abituato a giocare fronte alla porta, viene descritto come efficace con entrambi i piedi e con una discreta esperienza già alle spalle nel calcio brasiliano. Non è ancora un giocatore formato, certo. Ma non parte da zero.
Con il Santos ha già raccolto circa trenta presenze in prima squadra, mentre con l’Under 20 del club paulista ha segnato quattro reti in venti partite. Numeri che spiegano l’interesse rossoblù, al netto della prudenza necessaria quando si parla di un calciatore così giovane e al primo vero passaggio europeo.
Resta, sullo sfondo, la storia familiare. È il figlio di Robinho, ex attaccante di Real Madrid, Manchester City e Milan, condannato in via definitiva in Italia a nove anni di carcere per violenza sessuale e detenuto in Brasile dopo la decisione delle autorità locali di far eseguire la pena nel Paese. Un’eredità pubblica pesante, che il figlio prova ora a tenere separata dal campo. Non sarà semplice, e lui lo sa.
La strategia del Genoa tra Primavera, Serie A e plusvalenze
L’arrivo di Robinho jr si inserisce nella linea seguita dal Genoa negli ultimi anni: alimentare il vivaio, cercare profili internazionali sostenibili e portarli gradualmente verso la Serie A. La Primavera non viene considerata solo una squadra di passaggio, ma un serbatoio tecnico da cui attingere durante la stagione, anche per gli allenamenti della prima squadra.
Il precedente più vicino è quello di Judelson, giovane regista arrivato dall’Orlando City con una formula simile, prestito e diritto di riscatto, e con un percorso costruito tra settore giovanile e gruppo dei grandi. Nella scorsa stagione, secondo i dati del club, diversi elementi della Primavera rossoblù sono stati aggregati alla prima squadra; alcuni hanno anche trovato spazio in campionato quando la salvezza era ormai acquisita.
Per il Genoa, la doppia valenza è chiara. Da una parte formare giocatori pronti per il livello più alto, dall’altra creare patrimonio tecnico ed economico, con possibili plusvalenze future. Robinho jr rientra in questa logica: talento da proteggere, investimento da far crescere, profilo da verificare giorno dopo giorno. A Genova, più che il cognome, conteranno allenamenti, partite e continuità.
