Allenamento: linea difensiva a tre in maglia granata con portiere alle spalle, in vista del debutto in Serie A.
Il Torino di Ignazio Abate prepara oggi, al Filadelfia, il debutto in Serie A contro il Milan, in programma domenica alle 20.45, ripartendo da una difesa a tre quasi rifatta dal mercato per correggere il rendimento della scorsa stagione e dare al tecnico una base più solida già alla prima giornata.
Torino, la nuova difesa a tre è il primo punto fermo di Abate
La sensazione, dentro il percorso estivo del Torino, è che il lavoro più avanzato sia proprio quello sulla linea difensiva. Il reparto è cambiato nei nomi, per tre-quarti, ma anche nei riferimenti: più attenzione alle distanze, meno frenesia nelle uscite, una ricerca più chiara dell’aggressione alta quando la squadra accetta di difendere lontano dalla propria porta.
Non tutto, naturalmente, è già a posto. La costruzione dal basso resta un cantiere aperto, e lo stesso Abate lo sa bene: il suo calcio richiede tempi, sincronismi, scelte rapide. Dietro, però, il Toro ha cominciato a trovare un ordine diverso rispetto a quello visto un anno fa, quando la squadra aveva chiuso la Serie A con una delle peggiori tenute difensive del campionato. Un dato pesante, dal quale ripartire senza troppi giri di parole.
Mascardi, Comuzzo e Comert: il mercato ha ridisegnato il reparto
La società granata, già dalle prime settimane di mercato, ha individuato nella difesa la priorità tecnica. Sono arrivati il portiere Mascardi e i difensori Comuzzo e Comert, profili diversi ma scelti per alzare fisicità, concentrazione e affidabilità in una zona del campo che aveva bisogno di volti nuovi. Al momento, secondo quanto emerso nelle amichevoli e nella prima uscita ufficiale, l’impatto è stato positivo.
Serve prudenza, perché il precampionato non consegna sentenze. Il Torino ha affrontato avversari non sempre di pari livello, e questo impone una lettura equilibrata dei numeri. Però, tra l’amichevole di Burnley, la gara di Avellino e la sfida di Coppa Italia contro la Carrarese, con Comuzzo e Comert già inseriti, i granata hanno incassato un solo gol. Poco, anche considerando il calcio d’agosto e le sue trappole.
A colpire è stato anche Mascardi, diciannove anni, chiamato subito a gestire pressioni non banali. Ad Avellino, dopo il novantesimo, ha parato tre rigori, mostrando freddezza e reattività tra i pali. Comuzzo, invece, si è presentato in buone condizioni e sul centrodestra della linea a tre ha dato l’impressione di poter diventare in fretta un riferimento. Comert, dall’altra parte, ha portato letture e presenza: deve crescere nella condizione, ma il profilo è quello che serviva.
Coco torna al centro, Ismajli alternativa: Abate cerca equilibrio
Gli innesti permettono ad Abate di rimettere Coco nel suo ruolo naturale, quello di perno centrale nella difesa a tre. È una scelta tecnica, ma anche di gestione: con Ismajli disponibile nella stessa zona, l’allenatore può pensare a una rotazione più ragionata, evitando di spremere subito i giocatori in un calendario che, già nelle prime settimane, chiederà intensità e lucidità. Una staffetta, se servirà. Non una gerarchia chiusa.
Dopo la qualificazione ai sedicesimi di Coppa Italia, Abate ha spiegato così la sua idea: “Vedo Coco come perno centrale, ci sta dando grande solidità: non ha paura di difendere a cinquanta metri dalla porta a grande velocità”. Poi ha aggiunto un passaggio che racconta bene il tono chiesto al reparto: “Là dietro dobbiamo essere degli animali nella testa. Da questo punto di vista abbiamo molti margini di miglioramento, ma sono felice di come abbiamo iniziato”.
Parole nette, da campo. Il tecnico vuole una squadra capace di reggere duelli aperti, scappare all’indietro quando serve e accorciare senza esitazioni. Contro il Milan, sua ex squadra, il test sarà di altro livello: qualità tra le linee, ritmo, attaccanti capaci di attaccare la profondità. Solo allora, forse, si capirà quanto questa nuova base difensiva sia già pronta per la Serie A.
Njie recupera, ballottaggio con Casadei verso il Milan
Intanto cresce l’ottimismo per Alieu Njie, tornato ad allenarsi dopo lo stop accusato nella serata di Coppa Italia per un sovraccarico muscolare. Martedì l’attaccante svedese ha ripreso il lavoro, poi al Filadelfia ha cominciato ad aumentare i carichi. Le indicazioni, in base alle ultime sedute, portano verso una sua disponibilità per domenica sera contro il Milan.
L’ultima parola, come sempre, sarà di Abate. Ma il ballottaggio sulla trequarti con Casadei è già aperto, e non è un dettaglio: il tecnico cerca corsa, pressione e capacità di legare il gioco alle spalle della punta. Ieri, nel centro sportivo granata, ha diretto una doppia seduta, segnale chiaro di una preparazione ancora spinta a pochi giorni dall’esordio. Il Toro vuole arrivare alla prima con gambe piene e idee più definite. Di fronte ci sarà il Diavolo. Per Abate, non una partita qualunque.
