Una porta vuota e i guanti a terra in allenamento: l’immagine simbolo del nodo portiere in casa Juventus.
La Juventus è arrivata a Ferragosto 2026, alla Continassa, senza aver ancora chiuso per il portiere titolare chiesto da Luciano Spalletti, perché le piste seguite nelle ultime settimane — da Alisson a Dibu Martinez, fino a Trubin e Vicario — si sono complicate tra costi, ingaggi e margini di manovra ridotti sul mercato. Il tema, dentro il club, non è secondario: il tecnico ha indicato il ruolo come una delle priorità per dare solidità alla squadra, ma la società deve muoversi con prudenza. Poche risorse, molte condizioni. E una casella ancora vuota.
Juventus, il portiere resta il nodo del mercato
Alla Continassa il dossier del nuovo numero uno è rimasto aperto più del previsto, anche se l’idea iniziale era diversa: individuare presto un profilo affidabile, possibilmente già pronto per guidare la difesa di Spalletti. Il calendario, però, ha iniziato a correre. E a metà agosto, con la stagione ormai alle porte, la Juventus non ha ancora trovato l’incastro giusto.
Il problema non riguarda soltanto la scelta tecnica. Secondo quanto filtra da ambienti vicini al mercato bianconero, il club deve fare i conti con una disponibilità economica limitata e con la necessità di non appesantire troppo il monte ingaggi. Una linea chiara, anche se poco comoda. “Si cerca l’occasione, non un’operazione fuori misura”, è il ragionamento che circola in queste ore tra gli addetti ai lavori.
Per Luciano Spalletti, il portiere non è un dettaglio. Nel suo calcio, costruzione bassa, letture preventive e personalità nelle uscite pesano quasi quanto le parate. Da qui la richiesta di un profilo forte, abituato alla pressione e capace di dare sicurezza a un reparto che il tecnico vuole riorganizzare fin dai primi allenamenti veri.
Alisson e Dibu Martinez, piste mai decollate
Il nome di Alisson Becker era stato valutato come profilo di prima fascia, un riferimento per esperienza internazionale e rendimento, ma la pista si è presto raffreddata. Troppi ostacoli, tra valutazione del cartellino, ingaggio e disponibilità del giocatore. Di fatto, una suggestione rimasta sullo sfondo. Non un affare entrato davvero nella fase decisiva.
Anche Emiliano “Dibu” Martinez, campione del mondo con l’Argentina, non si è mai avvicinato in modo concreto alla Juventus. Il portiere dell’Aston Villa ha caratteristiche che piacciono: presenza, leadership, carisma. Ma il costo complessivo dell’operazione, al momento, non rientra nei parametri bianconeri. E quando i contatti non producono aperture reali, il mercato insegna che è meglio spostarsi prima di perdere tempo.
In casa Juve, così, si è scelto di non forzare. Una posizione pragmatica, forse anche obbligata. Perché oggi il club non può permettersi un investimento pesante senza prima creare spazio, economico e tecnico, attraverso uscite o formule favorevoli. Prestito con diritto, pagamento dilazionato, eventuali bonus: sono queste le parole che accompagnano ogni trattativa.
Trubin costa molto, Vicario solo a certe condizioni
Tra i profili monitorati resta Anatolij Trubin, portiere ucraino del Benfica, considerato da tempo uno dei nomi più interessanti nel panorama europeo. Giovane, strutturato, già abituato alle coppe. Il nodo, però, è il prezzo. Il club portoghese non ha necessità di vendere a saldo e, secondo le valutazioni circolate nelle ultime settimane, l’operazione richiederebbe un esborso alto per le casse bianconere.
Diverso il discorso per Guglielmo Vicario, che conosce bene la Serie A e ha completato la sua crescita in Premier League con il Tottenham. Il suo profilo piace anche per ragioni di adattamento: lingua, esperienza nel campionato italiano, capacità di giocare con i piedi. Ma arrivare a lui sarebbe possibile soltanto in presenza di condizioni favorevoli, a partire dalla formula e dalla disponibilità degli Spurs ad aprire uno spiraglio.
Non è una trattativa semplice. Anzi. Il Tottenham non appare intenzionato a privarsi facilmente del portiere, e la Juventus non può permettersi un braccio di ferro economico. In questo quadro, Vicario resta un nome da tenere lì, sul tavolo, senza però poterlo considerare una pista immediata. Almeno per ora.
Spalletti aspetta, la Continassa cerca l’occasione giusta
Il punto, oggi, è che Spalletti aspetta ancora il suo portiere, mentre la dirigenza della Juventus lavora su più fronti per trovare un’operazione sostenibile. Alla Continassa sanno che il tempo pesa, perché inserire un nuovo numero uno richiede allenamenti, automatismi, intesa con i centrali. Non basta arrivare. Bisogna entrare subito dentro il sistema.
La sensazione è che la Juve possa muoversi negli ultimi giorni di mercato, quando alcuni club saranno costretti a rivedere le proprie posizioni e qualche portiere oggi bloccato potrebbe diventare accessibile. È una strategia rischiosa, ma coerente con il momento finanziario del club. Aspettare, ascoltare, cogliere l’apertura. Solo allora affondare.
Nel frattempo, lo staff tecnico lavora con i portieri già presenti in rosa, senza alzare troppo i toni. Spalletti, raccontano, non vuole trasformare la questione in un caso pubblico. Ma la richiesta resta sul tavolo: alla Juventus serve un numero uno affidabile, non un ripiego. E a Ferragosto, con il mercato che entra nella fase più nervosa, quella porta è ancora da chiudere.
