Seduta tattica in allenamento: squadra e staff al lavoro in vista della nuova stagione e di un progetto più internazionale.
La Sampdoria di Bernardo Corradi si avvicina al via della Serie B 2026-27 con una scelta di mercato netta: a Genova, nell’estate del rilancio blucerchiato, il ceo sport Jesper Fredberg e il ds Carlos Branco hanno puntato su giocatori arrivati dall’estero e abituati alle coppe europee, per costruire una squadra più internazionale e meno legata ai codici tradizionali della categoria.
La Sampdoria cambia rotta: meno specialisti di B, più esperienza europea
Da anni la Serie B viene raccontata come un campionato diverso da tutti gli altri, duro, lungo, pieno di trappole, dove spesso fanno la differenza calciatori già rodati nella categoria. La Sampdoria, però, ha scelto un’altra strada: non quella dei soli “specialisti”, ma quella di profili cresciuti in contesti internazionali, con partite europee nelle gambe e abitudine a spogliatoi multilingue.
È una linea non comune per il torneo cadetto italiano. E proprio per questo, a Bogliasco, il progetto ha attirato attenzione. La dirigenza blucerchiata non si è limitata a cercare occasioni all’estero: ha costruito una parte centrale della rosa intorno a quella visione, con l’idea che qualità, struttura fisica e abitudine a palcoscenici più ampi possano pesare anche in un campionato ruvido come la Serie B.
La verifica, come sempre, arriverà dal campo. Ma il segnale è chiaro: la nuova Samp non vuole soltanto adattarsi alla categoria, vuole provare a imporre un’identità. Una piccola inversione culturale, se vogliamo. E a Genova, dopo mesi complicati, è già qualcosa.
Verschaeren, Meijer e Vindahl: gli ultimi colpi del mercato blucerchiato
Gli ultimi innesti raccontano bene questa impostazione. Yari Verschaeren, trequartista belga arrivato dall’Anderlecht, è stato inseguito a lungo dalla Sampdoria e rappresenta uno dei nomi più tecnici della campagna acquisti. Con lui è stato presentato anche Bjorn Meijer, terzino sinistro olandese ex Bruges, durante la festa al Porto Antico per gli ottant’anni del club, mercoledì sera, davanti a una piazza che ha risposto con curiosità e fiducia.
Il terzo volto nuovo è Peter Vindahl, portiere danese prelevato dallo Sparta Praga. Anche lui porta in dote esperienza internazionale, un dettaglio che in casa blucerchiata viene considerato tutt’altro che secondario. «Sono giocatori scelti, non capitati», filtra dagli ambienti del club: una frase semplice, ma utile a spiegare la direzione del lavoro di Branco.
Verschaeren, Meijer e Vindahl non arrivano per completare numericamente la rosa. Sono stati cercati per alzare il livello tecnico, aumentare la concorrenza interna e dare a Corradi alternative in zone delicate del campo. Il belga può muoversi tra le linee, l’olandese garantisce spinta e fisicità sulla corsia, il danese porta centimetri e presenza in porta. Profili diversi, stessa matrice.
Una rosa internazionale: oltre cento presenze nelle coppe europee
Il dato più indicativo riguarda il percorso complessivo dei nuovi stranieri: tra Verschaeren, Meijer, Vindahl, Gartenmann, Sinani e Lauritsen, la Sampdoria ha raccolto giocatori che sommano oltre cento presenze nelle fasi principali delle coppe europee, senza considerare i preliminari. Per una squadra di Serie B, è un biglietto da visita fuori dagli schemi abituali.
Lo svizzero Stefan Gartenmann, ex Ferencvaros, il lussemburghese Danel Sinani, reduce dall’esperienza al St. Pauli, e il norvegese Tobias Lauritsen, arrivato dallo Sparta Rotterdam, completano il nucleo internazionale. C’è anche un dato fisico che salta all’occhio: quasi tutti superano o sfiorano il metro e novanta. Solo Sinani, alto 1,85, e Gartenmann, 1,87, restano sotto quella soglia.
Non è un particolare da poco in un campionato dove duelli, seconde palle e piazzati incidono spesso quanto il palleggio. La Samp ha cercato tecnica, sì, ma anche struttura. E attorno a questo gruppo straniero ha aggiunto esperienza italiana, con innesti come Ravanelli e Insigne, utili per tenere insieme conoscenza del contesto e nuova identità.
Resta aperta, poi, la pista legata a Nicholas Pierini, rientrato al Sassuolo dopo il prestito della scorsa stagione. Tra febbraio e maggio aveva lasciato un ricordo positivo nella tifoseria blucerchiata. A fine luglio sembrava una suggestione di mercato; ora, secondo le valutazioni in corso, il ritorno non è più soltanto un’idea lontana.
Corradi tra campo e spogliatoio: ora serve trasformare il progetto in risultati
Il compito più delicato passa adesso a Bernardo Corradi. L’allenatore dovrà trasformare una rosa ricca di lingue, abitudini e percorsi differenti in una squadra compatta, capace di reggere l’urto della Serie B. Il suo inglese fluente, maturato anche durante le esperienze da calciatore al Manchester City e in Canada, può aiutarlo nella gestione quotidiana dello spogliatoio.
Non è solo una questione linguistica. Corradi dovrà trovare equilibri, gerarchie, tempi di inserimento. Alcuni giocatori arrivano da campionati con ritmi diversi, altri dovranno misurarsi con trasferte, campi e pressioni tipiche della categoria. In quel momento, più delle presentazioni e dei curriculum, conteranno le risposte nelle partite vere.
Il primo banco di prova sarà la Coppa Italia, lunedì a Bolzano contro la Cremonese, una sorta di prova generale prima dell’esordio in campionato a Cesena la settimana successiva. La Sampdoria ci arriva con una rosa quasi definita, un progetto riconoscibile e una scommessa precisa: portare un respiro europeo dentro la battaglia della Serie B. Ora tocca al campo dire quanto potrà funzionare.
