Uno staff tecnico osserva la seduta con portiere e attaccanti, immagine legata ai dubbi di mercato e alle scelte della Juve.
L’ex centrocampista Massimo Mauro ha parlato oggi, 11 agosto 2026, della Juventus di Luciano Spalletti in un’intervista sul mercato bianconero, a meno di due settimane dall’inizio del campionato, spiegando perché — tra portiere, centravanti e confronto con l’Inter — la squadra gli sembra ancora incompleta. Il giudizio, netto ma non urlato, parte da due richieste precise attribuite al tecnico: un portiere e un centravanti fisico. Due tasselli che, secondo Mauro, possono cambiare il volto della Juve, ma non bastano da soli a colmare il divario con chi negli ultimi anni ha costruito una rosa più profonda.
Juventus, Mauro vede ancora un divario netto con l’Inter
Per Massimo Mauro, la distanza tra Juventus e Inter resta ampia. “La distanza è enorme”, ha detto l’ex bianconero, ragionando non solo sui titolari, ma sulla struttura complessiva delle due rose. Il punto, nella sua lettura, è semplice: l’Inter ha continuità, automatismi e alternative già rodate; la Juve, invece, è ancora dentro un cantiere tecnico aperto.
Il giudizio arriva in una fase delicata del mercato bianconero, con Luciano Spalletti chiamato a dare una fisionomia riconoscibile alla squadra prima dell’avvio del campionato. Mauro non nega la qualità di alcuni singoli, né la possibilità che la Juve possa crescere durante la stagione. Però insiste su un aspetto: per avvicinare l’Inter serve qualcosa di più di un paio di innesti, serve una squadra capace di reggere ritmo, pressione e continuità per mesi.
“Non è una questione di un nome soltanto”, ha spiegato Mauro, lasciando intendere che il lavoro dell’allenatore dovrà pesare quanto quello della società. In quel momento, il paragone con l’Inter diventa quasi una misura del percorso da fare: non una sentenza definitiva, ma un riferimento scomodo. E molto concreto.
Kolo Muani, l’idea del nuovo Osimhen per Spalletti
Sul fronte offensivo, Mauro ha indicato in Randal Kolo Muani un profilo potenzialmente adatto alla Juventus di Spalletti. L’ex giocatore ha usato un paragone forte, ma funzionale al discorso tattico: “Potrebbe essere il nuovo Osimhen”. Non nel senso di una copia, ha lasciato intendere, ma per caratteristiche utili a una squadra che cerca profondità, forza fisica e attacchi continui alla linea difensiva.
La richiesta iniziale di Spalletti, secondo quanto emerso dall’intervista, era chiara: un centravanti fisico, capace di dare peso all’area e di lavorare anche lontano dalla porta. Kolo Muani, per passo e struttura, risponde almeno in parte a questo identikit. Resta poi il tema dell’adattamento, perché la Serie A concede meno spazi e obbliga gli attaccanti a un lavoro spesso più sporco, fatto di duelli, sponde e letture senza palla.
Mauro, da questo punto di vista, sembra vedere un margine interessante. “Se lo metti nelle condizioni giuste, può incidere”, ha confidato, parlando di un attaccante che avrebbe bisogno di fiducia e di un contesto chiaro. Spalletti, che con Osimhen a Napoli aveva costruito un sistema molto verticale nei momenti decisivi, potrebbe ritrovare alcuni principi: recupero palla, attacco immediato, ricerca della profondità. Non la stessa storia. Ma una traccia, sì.
Portiere Juventus, Mauro spinge Perin e frena su Suzuki
Il secondo nodo riguarda la porta. Spalletti, secondo la ricostruzione riportata nell’intervista, aveva chiesto anche un portiere, e il nome di Zion Suzuki è stato accostato alla Juventus nelle valutazioni di mercato. Mauro, però, ha espresso una preferenza diversa: “Meglio Perin”. Una frase breve, quasi secca, che riapre il tema delle gerarchie tra i pali.
Per l’ex bianconero, Mattia Perin merita una vera chance. Non solo per esperienza, ma per affidabilità, conoscenza dell’ambiente e capacità di farsi trovare pronto anche dopo lunghi periodi da alternativa. In una squadra che sta cercando equilibrio, ha spiegato Mauro, il portiere non è un dettaglio tecnico: è una figura che pesa sulla linea difensiva, sulla costruzione dal basso e sulla gestione dei momenti complicati.
Il discorso su Suzuki, giovane e con margini, resta legato alla prospettiva. Mauro non lo boccia come investimento, ma sembra invitare la Juventus a non confondere il futuro con l’immediato. “Perin lo conosci, sai cosa ti dà”, ha ammesso, sintetizzando una posizione pragmatica. E in una stagione che parte con aspettative alte, la prudenza può diventare una scelta tecnica, non solo conservativa.
Mercato Juve, Spalletti aspetta risposte prima del campionato
A meno di due settimane dall’inizio del campionato, la Juventus si trova dunque davanti a un bivio operativo: completare la rosa seguendo le indicazioni di Spalletti oppure cominciare la stagione con alcune caselle ancora in discussione. Mauro ha letto questa fase senza giri larghi: l’allenatore ha bisogno di strumenti, ma anche di tempo per trasformare i nuovi arrivi in giocatori funzionali al suo calcio.
Il tema non riguarda soltanto gli acquisti. Dentro la Juve ci sono equilibri da definire, ruoli da chiarire, responsabilità da distribuire. Un centravanti come Kolo Muani, se arriverà o se sarà davvero centrale nel progetto, richiederà movimenti coordinati da parte degli esterni e dei centrocampisti. Allo stesso modo, la scelta del portiere titolare influenzerà il modo di difendere e di costruire l’azione.
Mauro, alla fine, consegna un messaggio piuttosto netto: la Juve può migliorare, ma non può permettersi mezze misure. L’Inter resta più avanti, la rosa bianconera va completata e Spalletti dovrà incidere subito. “La Juve deve capire chi vuole essere”, ha detto l’ex centrocampista. Una frase semplice, forse la più politica dell’intervista. Perché il mercato porta nomi, ma poi — dal primo fischio — conta il campo.
